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Un anno di Frammenti di un Cuore Esploso: da Mantova una storia di cuore, impegno e Do It Yourself

Da piccola Etichetta DIY a punto di riferimento dell’Underground Mantovano, con tanto di sale prova, service audio e spazio eventi.
Le belle realtà e le belle storie vanno raccontate, fanno piacere e fanno riflettere. Soprattutto quando i protagonisti hanno un cuore enorme. Dopo un anno di attività, tiriamo un po’ le somme con Francesco di Frammenti di Un Cuore Esploso.

Com’era Mantova prima dell’apertura e com’è oggi, dal punto di vista artistico-culturale-musicale, dell’intrattenimento e della creatività? FCE sta riuscendo ad apportare un valore aggiunto alla città?

Mantova è sicuramente una città ricca dal punto di vista culturale indipendentemente dal discorso musicale; l’evento più famoso è sicuramente il festival della letteratura che ha più di 10 anni all’attivo e ma anche altri eventi stanno crescendo negli anni.
Ad esempio realtà come la musica classica ed il teatro per bambini trovano qui un palcoscenico importante. Quello che mancava era sicuramente uno spazio di produzione artistica per i creativi mantovani che mettesse loro a disposizione strutture, materiali, assistenza per sviluppare i loro progetti. Abbiamo cercato di fare tutto questo partendo dalla nostra esperienza DIY senza fondi pubblici e senza affiliarci a strutture come ARCI per mantenere una totale libertà di scelta e di pensiero.

Il valore aggiunto di FCE RECORDS STUDIO rispetto alle altre realtà mantovane è forse quello di avere in un unica sede tantissime situazioni diverse (sale prove, sala concerti, corsi, workshop, cene, sala di posa foto/video, studio di registrazione…) che hanno creato grande aggregazione tra le persone permettendoci di raggiungere più di 600 soci in un anno di vita.

Spesso negli ambienti più di nicchia viene visto con un po’ di diffidenza il fare delle proprie passioni il proprio mestiere. Eppure io non ci vedo niente di male, anzi, perchè rinunciarvi?
Hai avvertito qualche sorta di resistenza o difficoltà nel comprendere il tuo percorso da parte delle persone facenti parte l’ambiente dal quale provieni, ossia quello dell’hardcore / punk?

Questa è una bellissima domanda. In realtà non ho avuto problemi perché nel nostro ambiente ci sono bellissime persone che sono davvero disposte ad ascoltare le ragioni altrui e hanno sempre cercato di comprendere la nostra realtà a fondo. Non ti nascondo che è un tema sul quale ho riflettuto moltissimo a livello personale. Ho suonato/organizzato/vissuto la scena punk/hc per 15 anni prima di fondare FRAMMENTI DI UN CUORE ESPLOSO, lavorando in fabbrica e dedicando il tempo libero alle mie passioni. Non ho mai pensato di trasformarlo in una fonte di reddito prima di 3 anni fa quando ho perso il posto di lavoro.

Dopo 3 anni di etichetta/concerti ed 1 anno di gestione del centro culturale di Mantova sono stanchissimo ma felice; sto lavorando il triplo di prima ma con gli amici accanto le ore non pesano.

I servizi e gli eventi che offriamo sono i più economici in assoluto sul territorio accompagnati da una montagna di altre attività completamente gratuite.

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Come si coniuga l’approccio tipicamente DIY di Frammenti di un Cuore Esploso con l’esperienza concreta della gestione dello spazio FCE? Possiamo dire che ci sia continuità oppure ci sono punti di rottura?

E’ tutto un percorso unico e creare un quartier generale è diventato vitale per sentirci più liberi dopo due anni di concerti nei locali della zona. Non è facile intrattenere rapporti continuativi con altri locali se proponi musica punk/hc/metal o in generale arte underground; purtroppo l’Italia è così.

Di certo questo ha cambiato la mia vita perché gestire un centro culturale è un lavoro vero e proprio e non un hobby da 10 ore a settimana.

Raccontaci qualcosa di assurdo avvenuto durante questo primo anno!

La cosa più assurda a cui potete assistere è una festa per il diciottesimo compleanno e io ne ho viste parecchie quest’anno. C’è da dire che almeno hanno buon gusto e i ragazzi qui fanno suonare sempre gruppi rumorosi (alcuni creati appositamente per la serata) ma è davvero un delirio, sono come tante formichine che ti assalgono. Poi scatta l’ora X e dopo essere impazziti più volte si ritrasformano in perfetti studenti all’arrivo dei genitori per il recupero notturno.

Poi ovviamente altri sketch con gruppi troppo sbronzi alle 4 del pomeriggio ma siamo sopravvissuti e poi sono sempre le solite storie. Oppure quando chiudo il centro rimane sempre qualche highlander sulla panchina pietrificato fino all’alba ma ormai mi sono abituato anche a questo.

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Tirando le somme, qual’è la cosa che ti ha dato maggiore soddisfazione in questo primo anno?

Vedere nuovi gruppi/dischi nascere tra le nostre mura e conoscere artisti provenienti da tutto il mondo. Il fatto di comunicare sempre con persone nuove è una cosa bellissima.

Cosa bolle in pentola? Idee e progetti per il futuro tuo e di FCE.

Progetti ce ne sono molti in cantiere. Ad esempio seguire qualche band in tutti i passaggi produttivi (dalla registrazione alla stampa) ed organizzare concerti all’estero per i gruppi con cui collaboriamo. Questo primo anno l’abbiamo passato in parte a stuccare/dipingere… e non vediamo l’ora di tornare al 100% alle questioni di booking ed etichetta.

Un grazie enorme ad EPIDEMIC RECORDS non solo per l’intervista ma per l’aiuto ed il supporto nella distribuzione dei dischi di FCE RECORDS e della cultura underground.

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